Coenonympha elbana/corinna

Foto: L. Dapporto

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Questo gruppo di due entità occupa un areale limitato soltanto a Sardegna, Corsica, Arcipelago Toscano e litorale toscano. Una singola segnalazione per la Sicilia attende conferme. Vi sono state molte discussioni per decidere se considerarle due specie distinte o una specie soltanto. Oggi la maggior parte degli studiosi propende per considerarle semplicemente come due sottospecie. Mancano infatti chiare differenze morfologiche e genetiche e l’unico carattere distintivo sembra risiedere nel disegno alare. Le popolazioni del litorale toscano, dell’Elba, del Giglio e di Giannutri hanno infatti ocelli grandi sulle ali posteriori, mentre le popolazioni di Sardegna, Corsica e Capraia hanno ocelli molto più piccoli. Ad un’analisi più approfondita però, questo carattere non identifica chiaramente due gruppi distinti di popolazioni; infatti la variazione della dimensione degli ocelli dalla Sardegna alla Toscana è graduale e gli individui di Capraia, descritti come sottospecie (Coenonympha corinna trettaui) mostrano ocelli di dimensione intermedia. I due sessi sono simili, ma la femmina ha in genere ocelli più sviluppati del maschio. La larva si nutre di varie specie di erbe tra le quali sembra prediligere Brachipodium.

Vola in due generazioni annuali, la prima tra maggio e la fine di giugno e la seconda da agosto a tutto settembre. Lungo il santuario è una presenza costante ed è quasi impossibile non incontrarla sui pratelli di crinale.

Link utili per questa specie:
www.leps.it
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